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Chili e Cannabis

Chili e Cannabis

Senza categoria

In Sud America il Cile rappresenta la nuova frontiera per la legalizzazione e la coltivazione della Canapa.

Nel 2015 il governo legalizzò l’uso medico della nostra amata sana pianta, sulla scia delle decisioni prese nella stessa direzione da diverse nazioni latino americane che lentamente e sperimentalmente davano il via libero alla coltivazione, distribuzione e consumo della cannabis.

Lo scorso maggio, le farmacie della capitale cilena Santiago cominciavano la vendita di medicinali a base di cannabis, una prima volta per il continente sud americano.

Oltre alla diffusione di tali medicinali, veniva sviluppato un percorso di comprensione su come coltivare e soprattutto come utilizzare la Canapa, in particolare la Daya Foundation in collaborazione con il Ministero dell’agricoltura, diffondeva informazioni sul come auto produrre e auto medicarsi con la propria cannabis, al fianco di quest’opera di comprensione la fondazione ha portato avanti anche progetti importanti come la coltivazione di Canapa di più grande estensione in America latina.

A Coulbun, 354km a sud della capitale Santiago si parla di raccolti da 1,5 t, 7000 piante crescono rigogliose per fornire medicinali ad almeno 4000 pazienti cileni; la presidente di Daya Ana Maria Gazmuri (ex attrice di soap opera) afferma “sappiamo come usare la cannabis per scopi medicinali nel contrasto di importanti e gravi patologie”.

La presidente ex attrice è orgogliosa di affermare che la propria fondazione è leader in Sud America nella produzione di Canapa destinata alle produzioni mediche e riporta l’esperienza del minatore 49-enne Carlos Antonio Diaz, malato di Glaucoma che testimonia come l’uso terapeutico della Cannabis allievi i suoi dolori.

Il Congresso cileno sta ancora mettendo a punto una legislazione definitiva che permetta l’auto produzione, l’auto medicazione ed anche l’uso ludico, ma il dibattito procede in modo proficuo e positivo.

La vecchia legge che discendeva da ordinamenti nati ai tempi della dittatura di Pinochet prevedeva sino ad un massimo di 15 anni di carcere per la coltivazione di Cannabis, mentre oggi in Chile assistiamo al più grande raccolto legale in Sud America della nostra amata sana pianta.

Continua la strada “hemp” di questo continente a noi tanto lontano materialmente ma molto vicino culturalmente, era il 2013 quando l’Uruguay divenne il precursore mondiale nella legalizzazione della coltivazione, distribuzione e libero consumo della Cannabis.

Pare sempre più evidente che il definitivo globale sdoganamento delle Canapa sia un ineluttabile realtà.

Fonti:

www.420intel.com
www.dolvevitaonline.it
www.edition.cnn.com

by Set 27, 2018 Nessun commento
QUATTRO TECNICHE DI PERMACULTURA PER COLTIVARE CON MENO FATICA E PIÙ RACCOLTO

QUATTRO TECNICHE DI PERMACULTURA PER COLTIVARE CON MENO FATICA E PIÙ RACCOLTO

Bio

La coltivazione in permacultura può essere applicata a spazi di ogni tipo. Impariamo come usare questi metodi a bassa manutenzione per creare il nostro orto-giardino ad alta produttività.
Di Caroline Aitken:
Per lo più le persone interessate a fare permacultura operano in contesti domestici – una casa indipendente o un appartamento con un giardinetto. La permacultura va benissimo nei piccoli spazi, è ideale in questo genere di situazioni. Vi presentiamo alcuni metodi di coltivazione tipici della permacultura per rendere il vostro orto o giardino sano, bisognoso di poco lavoro e soprattutto molto produttivo.
1 – Zero zappa
Il suolo è la base della vita sul nostro pianeta, e quindi bisogna capire che dobbiamo prendercene cura in modo che possa supportare le piante che ci danno da mangiare. La rete alimentare del suolo è complessa e delicata e la cosa forse peggiore che possiamo farle è rivoltare e spezzare e rompere regolarmente la terra. Per tradizione scaviamo per scompattarla e creare un suolo adatto alla semina, incorporando fertilizzanti e rimuovendo le erbacce. Ci sono tanti modi per evitare di scavare regolarmente, cosicché non solo salviamo il suolo, ma anche un sacco di energie.
2 – Coltivare su “letti rialzati” o “cassoni”
La coltivazione a letti rialzati, detti anche cassoni, è un modo semplicissimo di coltivare senza scavare. L’area di coltivazione viene divisa in cassoni permanenti della misura adatta a chi coltiva. Fate in modo che il centro possa essere facilmente raggiunto da ogni avvallamento scavato intorno. Il cumulo di terra dei cassoni lo si ottiene recuperando il suolo da questi avvallamenti scavati tutto intorno e buttandolo sopra l’area di coltivazione, che di solito viene abbondantemente arricchita di compost. In questo modo creiamo un “effetto tumulo”, una collinetta, da cui il nome “letto rialzato”. I cassoni non hanno necessariamente materiali rigidi intorno ai bordi, anche se alcuni preferiscono realizzarli per tenere fuori l’erba, coltivare le verdure oltre la portata dei conigli e delle mosche bianche, o per rendere più facile raggiungerli anche a chi ha limitazioni nei movimenti.
Letti rialzati per bambini presso la New Christ Church Primary School, Reading Uk. Foto di Marco Matera
Il suolo sulla superficie dei cassoni è profondo ricco e può sostenere un’alta densità di piante, che quindi possono essere coltivate a breve distanza l’una dall’altra, meno di quella abitualmente osservata. Questo rende i cassoni molto produttivi, e soprattutto molto adatti a crescere policolture (ne parliamo sotto). Se devi raccogliere le radici non hai nemmeno bisogno di scavare, il suolo è spesso così soffice e friabile che vengono fuori in un secondo. Il compost viene aggiunto sui cassoni ogni anno e, come in natura, la vita del suolo lo incorpora prendendolo dalla superficie e portandolo giù per convertirlo in nutrienti.
Naturalmente un po’ bisogna scavare, può essere necessario all’inizio, probabilmente per un paio di anni il suolo sarà molto compatto e mancherà di materiale organico. La cosa ideale è far sì che il suolo diventi fertile, e poi permettere alla vita del sottosuolo di prendervi alloggio. Senza vermi e microorganismi il suolo è morto e il solo modo di coltivare è usare fertilizzanti chimici. Queste creature vivono e si nutrono di materia organica – sono ciò che trasformano i rifiuti della vostra cucina in compost. Quando aggiungi il compost, aggiungi vita, e la vita del suolo nutre le piante.
3 – Policoltura
Policultura annuale di ortaggi
La policoltura è l’opposto della monocoltura, significa coltivare più di un solo tipo di pianta nello stesso spazio. Può essere semplice come far crescere l’insalata negli spazi fra i cavoli, o complesso come un giardino foresta di due acri.
Immagina un campo di grano: ecco, quella è una monocoltura. Lo è anche una appezzamento coltivato solo a broccoli. Quando i batteri radicali incontrano una intera zona coltivata a brassiche (la famiglia dei cavoli) hanno un campo libero e si moltiplicano alla follia, causando danni molto gravi. Parassiti e malattie tendono a specializzarsi in una particolare specie,motivo per cui cercano una pianta specifica. In natura hanno da lavorare duro per trovare la loro preda, ma i nostri orti sono come buffet “all-you-can-eat”. È questo il motivo per cui tradizionale vuole che ruotiamo specie di colture in diverse aree, per evitare la proliferazione di questi patogeni.
Una policoltura imita la natura e rende più difficile ai patogeni trovare le loro piante preferite, oltre al fatto che quando ne trovano una, non le trovano tutte.
Mescolare le piante offre molti altri vantaggi.
Osservando la natura, possiamo vedere come le piante vivano insieme pur essendo diverse sia per forma che per dimensione; per fabbisogno di luce, acqua e nutrienti; per velocità di crescita e periodi di raccolta. La diversità fa un uso ottimale delle risorse disponibili; ogni nicchia è colmata di vita. Un cavolo cresce in un lungo periodo e nel frattempo il suolo tutto intorno rimane scoperto e improduttivo. Ma non resta nudo a lungo dal momento che i semi sono presenti dappertutto e aspettano solo di trasferirsi proprio lì dove trovano un varco. I semi che si accumulano nel suolo, trasportati dall’aria o caduti dalle piante circostanti, possono essere sepolti gradualmente nel corso del tempo non scavando e aggiungendo compost e pacciamatura, ma i semi che viaggiano per aria sono sempre in numero altissimo, quindi il suolo sarà in ogni caso coperto da qualche vegetale. Meglio quindi che lo sia di piante utili. Se un infestante può occupare lo spazio fra le vostre verdure, vuol dire che lì avreste potuto mettere altri ortaggi.
Con le loro differenze, le piante possono creare condizioni benefiche l’una per l’altra, come le insalate sotto i broccoli ad esempio – le insalate trarranno vantaggio dall’ombra leggera nei mesi estivi. Le piante che crescono più in fretta, come i ravanelli, possono essere propagate sotto piante più lente per sfruttare lo spazio e proteggere il suolo, o per mostrarvi dove avete seminato colture a crescita lenta come la pastinaca, in modo che non finisca per essere zappati fortuitamente. I piselli e i fagioli possono supportare la crescita di ortaggi verdi e fogliati e di piante energivore come le zucche, arricchendo il terreno di azoto. Sperimentando nei nostri orti possiamo trovare gruppi o gilde di piante che crescono bene insieme. Riempiendo i cassoni di verdure dobbiamo diserbare meno e abbiamo più cibo per noi. Non dimentichiamo, comunque, che dobbiamo sempre rimpiazzare ciò che raccogliamo e questa crescita intensiva richiede nuovo compost che vada a rifornire i cassoni ad ogni stagione.
4 – Pacciamatura
La pacciamatura consiste semplicemente nel ricoprire il suolo con materia non vivente. Il suolo non vuole mai essere nudo in natura di solito è ricoperto da un tappeto di foglie, vegetazione, materiale proveniente da piante morte, nutrienti di origine animale, ecc. Gli organismi del suolo si sono evoluti in queste condizioni e un suolo sano e fertile prospera davvero solo quando è coperto secondo i dettami della natura.
Per chi coltiva, la pacciamatura serve varie funzioni, a seconda di cosa è fatta e quando viene applicata:
una barriera per le infestanti – per uccidere o sopprimerle e per evitare che ne germoglino altre
per prevenire l’erosione del suolo a causa di vento e pioggia
per ridurre l’evaporazione dell’acqua per via del sole
per ripulire un’area, pronta alla coltivazione
per aggiungere materiale organico.

La pacciamatura può prendere la forma di plastica nera o di di tessuto, se lo scopo è solo tenere lontane le “erbacce” dal suolo di coltivazione. Può anche essere materiale organico come strati di cartone, letame e paglia. In una zona di coltivazione può essere paglia disposta intorno alle piante o compost aggiunto nei letti rialzati (o cassoni) per seppellire i semi e aggiungere fertilità. È meglio lavorare con i materiali già a tua disposizione, nel tuo orto o localmente.
Se hai un giardino, puoi usare masse di parti morte delle piante annuali sulle erbacee perenni come le felci, la mombrezia o l’iris . Chi vive in città può recuperare del cippato di legno da qualche vivaista o acquistarlo direttamente.
I principi di permacultura derivano dall’osservazione degli ecosistemi e molti metodi di coltivazione che raccomandiamo imitano la natura per aumentare la salute dei nostri piccoli ecosistemi – i nostri orti e giardini. Se ci prendiamo cura di loro, loro si prenderanno cura di noi.

by Feb 19, 2018 Nessun commento
BONUS VERDE PER BALCONI, GIARDINI E TERRAZZI: COME FUNZIONA

BONUS VERDE PER BALCONI, GIARDINI E TERRAZZI: COME FUNZIONA

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La detrazione del 36% su 5mila euro di spesa complessiva avvantaggia anche i proprietari di appartamenti in condominio.
Per chi ama piante e fiori, il 2018 è l’anno del pollice verde. Il giardinaggio viene infatti incentivato grazie al nuovo «bonus verde per giardini e terrazzi privati». A prevederlo è la legge di bilancio 2018. Si tratta, in pratica, di una detrazione fiscale per le spese eseguite in favore del verde urbano. Per l’operazione, lo Stato ha accantonato ben 600 milioni di euro. A beneficiarne non saranno solo i proprietari di ville e villette con un giardino, ma anche i normali condomini che intendono trasformare balconi e terrazzi in piccoli angoli di natura. Vediamo dunque come funziona il bonus verde per balconi, giardini e terrazzi privati.

INDICE

Bonus giardini e terrazzi privati
Come avevamo già spiegato nell’articolo arriva il bonus per giardini e terrazzi privati, la legge di Bilancio prevede una detrazione del 36% sulle spese dedicate a giardini, terrazzi, balconi. Gli interventi riguarderanno soprattutto ville, villini e palazzi di pregio ma anche normali condomini. L’importo massimo di spesa consentito in un anno per usufruire del bonus è di 5mila euro. Pertanto, tutte le spese superiori a tale soglia, non godranno del bonus. Il che significa che lo sconto massimo sulle tasse consentito dalla norma sarà di 1.800 euro. Tanto per fare un esempio, su una spesa di 3mila euro la detrazione è pari a 1.080 euro (36% di 3mila) mentre su una spesa di 5mila o più, il vantaggio resta fermo a 1.800 euro. Il limite di 5mila euro però non è calcolato sulla persona del contribuente ma sull’immobile. Quindi una persona con due case potrà usufruire due volte del bonus per un totale di spesa di 10mila euro e quindi una detrazione di 3.600 euro complessivi tra i due immobili.
Le spese dovranno ovviamente essere documentate e dovranno passare da “bonifici speciali”. La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali.
Il nuovo bonus verde per balconi, giardini e terrazzi va ad integrare le detrazioni attualmente esistenti (50% e 65%) le quali coprono solo gli interventi sugli edifici ma non il verde urbano. Ecco perché il nuovo sconto viene destinato anche alla sistemazione a verde «di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni»: si tratta, in particolare, di terrazzi, balconi e giardini condominiali. Ma anche giardini pensili e coperture, messa a dimora di piante e arbusti.
La detrazione spetterà anche per le spese condominiali: anche in questo caso si applica il tetto massimo di 5mila euro per unità. Il bonus copre anche le spese di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi.

Ecobonus del 65%
La legge di Bilancio 2018 conferma l’ecobonus. La detrazione resta ferma al 65% e viene prorogata fino al 31 dicembre del 2018 comprendendo gli investimenti di efficientamento energetico di singole unità immobiliari. Resta ferma anche la detrazione del 50% per le ristrutturazioni. Ci sarà una revisione della struttura delle aliquote. Alcune tipologie di investimento, cioè, transitano dal 65 al 50%: sostituzione di infissi e schermature, ma anche caldaie a condensazione e a biomasse.

Soggetti agevolati
Le spese devono essere pagate ed effettivamente rimaste a carico del contribuente (al netto, quindi, di eventuali altri contributi o incentivi) che possiede (in proprietà, nuda proprietà, diritto reale, cioè uso, usufrutto o abitazione), o detiene (per esempio, l’inquilino o il comodatario), l’immobile sul quale saranno effettuati gli interventi.
I soggetti agevolati sono solo quelli che pagano l’Irpef, cioè le persone fisiche, i professionisti e gli imprenditori individuali, familiari o coniugali, oltre che i soci delle società semplici, Snc e Sas e i soggetti equiparati (articolo 5, Tuir; circolari 57/E/1998, paragrafo 2 e 121/E/1998, paragrafo 2; risoluzione Dre Lombardia 16 aprile 1999, n. 75023/98). In questi ultimi casi la spesa deve essere sostenuta da queste società e la detrazione Irpef del 36% verrà ripartita (e utilizzata dai soci), in base alle percentuali di divisione degli utili.
Anche se tra i soggetti agevolati vi sono gli imprenditori individuali e i soci di società semplici, Sas e Snc, potranno essere incentivati solo gli interventi sui giardini delle «abitazioni immobilizzate» (cioè dei fabbricati immobilizzati, diversi da quelli con categorie catastali B, C, D, E e A/10) e non quelli sui giardini degli immobili-merce (cioè quelli registrati a magazzino) o dei fabbricati strumentali.

by Feb 19, 2018 Nessun commento

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