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La Canapa nella Storia dell’umanità. | Sana Pianta

I Parte: le origini del rapporto tra l’uomo e la Canapa sana pianta.

Antica e lunga è la storia dell’umanità e quella dell’esile quanto potente pianta della Canapa.

Le prime testimonianze di utilizzo e quindi coltivazione della Canapa da parte dell’uomo, ci giungono dall’oriente, infatti numerosi ritrovamenti archeologici in siti asiatici alla prova del C-14 (carbonio) ci attestano l’utilizzo di tessuti intrecciati di fibre di Canapa risalenti ad almeno 10.000 anni fa.

I Jomon e la Canapa.

I reperti asiatici più antichi paiono essere giapponesi, si tratta di ritrovamenti legati alla cultura Jomon, che popolava l’arcipelago nipponico durante un lungo periodo che si stende fra il 12.000 e il 500 a.C.

L’epoca Jomon era caratterizzata da un’economia basata sulla caccia, la raccolta e una primordiale produzione di vasellame, ma per ora pare scarsa o inesistente l’attività agricola.

Tra le poche piante che venivano coltivate trovò subito posto la Canapa, presenza che ci viene testimoniata dai ritrovamenti nei siti di Matsugasaky e Torihama nel Giappone centrale, databili tra il 4000 il 3200 a.C.

Una data notevolmente più antica è stata determinata dai reperti di Okinoshima, penisola di Boso, qui tra resti di vasellame, ossa di delfini, artefatti in pietra sono stati rinvenuti dei fossili vegetali di Cannabis sativa, alla prova del Carbonio questi fossili sono stati datati tra l’8210 e l’8130 a.C., da qui l’ipotesi che già presso i Jomon la canapa venisse coltivata.

Ovviamente si parla di periodi storici così lontani che non si può dare per certa nessuna teoria, poiché potrebbe trattarsi anche di casualità, poteva semplicemente trattarsi della vegetazione circostante il sito, ma l’idea secondo la quale i Jomon ricorressero alla coltivazione della Canapa viene rafforzata dai ritrovamenti nella regione di Chiba (2008) dove all’interno di un vaso sono stati ritrovati dei semi di Cannabis.

Gli archeologi giapponesi responsabili di tali rinvenimenti sostengono che la Canapa fu importata in Giappone dall’Asia.

La Cannabis nel neo-litico cinese.

Alcuni dei ritrovamenti più antichi e più noti alla vulgata da web, vengono fatti risalire ad alcune culture neolitiche della Cina centro-orientale. L’antico testo dedicato alla botanica “Pen-ts’ao Ching” compilato durante la dinastia Han tra I e II sec.d.C., ci riporta il racconto di antiche tradizioni di gran lunga precedenti al periodo Han, che ci parlano di come la Canapa cresceva selvatica e prolifica ovunque e soprattutto nei pressi del monte T’ai (nella regione dello Shangtung).Secondo questo mitico testo tale regione parrebbe essere la culla della Canapa, il luogo in cui germogliò per la prima volta per poi diffondersi attraverso le vie dell’uomo in tutto il mondo.

La cultura neo-litica cinese di Yang-shao (V-III millennio a.C.) si diffuse nelle province centro orientali tra Honan e Shanxi. Su di alcuni dei loro vasi di terracotta sono rimaste impresse le impronte di tessuti e cordami di canapa che servivano per la loro fabbricazione o il loro trasporto, tali reperti sono stati datati fra il 4115 e il 3535 a.C.

Inoltre gli scavi archeologici ci dimostrano come gli Yang-shao fossero dediti ad un’intensa attività tessile, attraverso aghi, fusi e altri strumenti con i quali probabilmente veniva lavorata anche la Canapa che di fatto rappresentava la materia prima fondamentale per la creazione di cordami e tessuti resistenti.

Successiva agli Yang-shao ci fu la cultura degli Lung-shan sempre del periodo neo-litico, tra il 2300 e il 1200 a.C., anche per loro è documentata la cultura e la tessitura della Canapa. E di fatto più si scorre in avanti nel tempo più diviene evidente lo sfruttamento della Canapa da parte dei popoli durante l’età del bronzo e poi in quella del ferro, fino a giungere alla prova evidente: un frammento di tessuto in canapa risalente alla dinastia Chou facente parte di un corredo funebre risalente al periodo che va dal 1046 al 771 a.C.

Sempre risalente al periodo Chou troviamo la prima testimonianza scritta della presenza della Canapa, in questo caso fra le iscrizioni sui così detti “documenti di giuramento”(lastre di giada con dipinte sopra delle iscrizioni in rosso) appare il carattere “ma”, che significa Canapa ma nella sua declinazione negativa, legata nella Cina antica all’effetto stupefacente della pianta, fermo restando che l’aggettivazione negativa non si può far corrispondere al concetto di negativo dato oggigiorno da noi occidentali. Sta di fatto che questo tipo di trascrizione ci attesta la conoscenza da parte degli antichi popoli cinesi delle qualità psico-attive della Canapa e che quindi non veniva usata esclusivamente come fibra tessile.

Da qui in avanti i ritrovamenti si fanno sempre più numerosi e in regioni poste anche ad occidente, di rilevante interesse è il caso della tomba di Yanghai, situata nella regione desertica dello Xinjiang, all’interno del tumulo è stato rinvenuto il feretro di un uomo sulla quarantina dal fisico caucasico, fra il suo corredo si trovava una scodella di legno che conteneva dei vegetali tra i quali: frutti e foglie e semi di Cannabis, databili intorno al 500 a.C.

Tale ritrovamento fa riflettere, poiché in questo caso la Canapa non appare in alcun modo sotto forma tessile ma assurge ad una dignità sacrale poiché accompagna il defunto nell’al di là, il tipo di offerte ritrovate nel suo corredo funerario fanno pensare che si trattasse di uno sciamano e in virtù di ciò allora la presenza della Cannabis potrebbe testimoniare un antico uso medico della pianta.

Ma un ulteriore ritrovamento ci dimostra come la Canapa e l’uomo vivessero in armonia fin dai tempi più remoti, la necropoli di Jiayi, nella Cina Occidentale risalente al periodo 800-400 a.C., ci mostra una tomba molto particolare che conteneva le spogli e di un uomo di 35 anni sopra al cui corpo erano state depositate 13 piante femmine di canapa, disposte diagonalmente lungo il corpo, con le radici e le parti inferiori raggruppate insieme e poste sotto il bacino.

Le piante presentavano ramificazioni e radici ma erano state private dalle inflorescenze, tale disposizione rappresenta senza ombra di dubbio un richiamo alle qualità psicoattive della cannabis che in questo caso rappresentano un viatico post-mortem, un lascia passare verso il regno dei defunti, degli avi.

Nel prossimo articolo ci occuperemo degli svariati usi e costumi legati alla Canapa nell’antica Cina Imperiale.


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