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VEG | Sana Pianta

per gli animali: perché non mangi nessuno che sia in grado di soffrire

In base, quali sono i criteri che gli esseri umani scelgono, tra tutti gli animali, chi mangiare e chi amare? 

Società, tradizioni, cultura, famiglia, abitudini: chi mangia gli animali (ma solo certi animali, quasi mai tutti) si è solamente adattato alla situazione esistente.

 Mentre mangia tranquillamente carne di mucche, maiali e galline non si sognerebbe mai di mangiare un gatto (a parte purtroppo certe eccezioni) e, ancora meno probabile, un cane. Perché? Qual è la differenza tra l’intelligenza e l’affettuosità di un cane e quella di un maiale? 

La realtà è un altra: Nessuno sceglie di propria volontà se e quali animali mangiare, perché questa scelta è gia stata fatta da altri per noi.

 Chi sceglie di vivere vegan prende oggettivamente atto che TUTTI gli animali non sono cibo, bensì esseri senzienti in grado di provare dolore e piacere, emozioni ed gioia, paura e angoscia… e sono anch’essi in grado di soffire e di amare! 

Gli animali, le quali carni vengono portate nelle tavole di chi se ne nutre, nascono e vivono brevissime e innaturali vite in enormi capannoni formati da cemento e sbarre, come fossero delle carceri, dove non è assolutamente possibile vivere secondo la loro natura facendoli passare da esservi viventi a semplici oggetti.

MOTIVAZIONI DELLA SCELTA VEG

Vittime completamente innocenti dell’attuale sistema economico ed produzione, miliardi di creature vivono le loro “vite” in piccole gabbie e in spazi sovraffollati, senza mai vedere l’erba verde di un parto o l’azzuro del cielo, senza conoscere il calore del sole, l’aria, continuando a vivere senza alcuna libertà di movimento o di interazione con altri simili della loro specie.

 Noi vegani scegliamo di non mangiarli perché il loro massacro è un atto di violenza di incredibile brutalità e soprattutto non necessaria che abbiamo il potere di fermare con le nostre scelte… il nostro obbiettivo è infatti quello di spezzare le catene di tutta questa inutile e immensa sofferenza.

 Essere vegani ci consente di prendere le distanze da un sistema pesantemente basato sul dominio e sullo sfruttamento, valorizzando invece il rispetto per ogni forma di vita.

 Perché dalla sistematica violenza verso gli animali nascono poi la maggior parte delle altre forme di violenza e di sopraffazione… ad esempio sappiamo che la caccia è sempre servita per esercitarsi nella guerra e – come già scriveva Erasmo da Rotterdam – “a forza di sterminare animali, si è capito che anche sopprimere l’uomo non richiede un grande sforzo”.

Per l’ambiente: perché ha un minor impatto ecologico e risparmia preziose risorse produttive

Mangiare vegan significa un impatto drasticamente più ridotto sulle risorse del nostro pianeta, che notoriamente non sono infinite. Significa un minor consumo di energia, di acqua, di pesticidi, di inquinanti, di farmaci. Significa minor necessità di terra e di conseguenza minore deforestazione.

Il settore della carne è il secondo maggior inquinatore dopo quello dell’automobile e il 70% dell’acqua utilizzata sul pianeta è consumato dalla zootecnia e dall’agricoltura, i cui prodotti servono in gran parte a nutrire gli animali d’allevamento.

Nel 2007 la FAO denunciava che gli allevamenti sono la causa di quasi un quinto dell’inquinamento responsabile del riscaldamento del globo terrestre, sottolineando che il settore del bestiame rappresenta una minaccia ambientale in continua crescita. Nella sua relazione ha reso noto che il bestiame ha prodotto il 35-40 per cento delle emissioni di metano e il 65 per cento delle emissioni di ossido di azoto, che è circa 300 volte più dannoso della CO2, per il riscaldamento globale.

L’impronta ecologica (footprint) di chi mangia carne è molto più elevata di chi non la consuma: si è calcolato che essa incide per circa il 30% in più e, come se ciò non bastasse, il consumo di carne su scala internazionale sta aumentando costantemente, soprattutto nei paesi emergenti.

La popolazione umana è in continua crescita ed è molto vorace: stiamo consumando velocemente le risorse del pianeta e lo stiamo facendo in modo irresponsabile, come se fossero illimitate.

Per chi muore di fame: perché è socialmente responsabile e consente una più equa distribuzione delle risorse alimentari, in un mondo che conta oggi circa 1 miliardo di persone malnutrite

Se mangiassimo tutti vegan ci sarebbe cibo più che a sufficienza per tutti, siccome la terra che oggi serve per nutrire una sola persona che consuma carne sarebbe sufficiente a sfamarne ben 20 vegane! Inoltre, destinando un ettaro di terreno all’allevamento bovino, in un anno otteniamo 66 kg di proteine, contro i 1868 kg di proteine (28 volte di più!) che invece otterremmo destinando, ad esempio, lo stesso terreno alla coltivazione della soia.

Un bovino ha un’efficienza di conversione delle proteine animali di solo il 6%, consuma cioè 790 kg di proteine vegetali per produrre meno di 50 kg di proteine animali.

Negli ultimi 50 anni la produzione mondiale di carne si è quintuplicata e questo trend è in continua crescita, mentre sono milioni gli acri di terra che nel Terzo mondo vengono utilizzati esclusivamente per la produzione di mangime destinato all’allevamento del bestiame europeo. L’80% dei bambini che nel mondo soffrono la fame vive in paesi che di fatto generano un surplus alimentare che viene però per lo più prodotto sotto forma di mangime animale e che di conseguenza viene utilizzato solo da consumatori benestanti.

Gli animali da allevamento sottraggono al diretto consumo umano circa un terzo dei cereali prodotti in tutto il mondo, mentre con un etto di cereali si sfama tranquillamente un umano ma di certo non una mucca!

Alcuni nutrizionisti ed ambientalisti americani hanno calcolato che se venisse destinata all’alimentazione umana la quantità di cereali e di soia comunemente impiegata per l’allevamento del bestiame da macello degli Stati Uniti, verrebbe cancellata la piaga della fame nel mondo.

L’American Dietetic Association e i Dietitians of Canada affermano che le diete vegane/vegetariane utilizzate in maniera corretta e bilanciata sono salutari, adeguate sia dal punto di vista nutrizionale e comportano benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di numerose patologie cronico-degenerative. Non solo, un’alimentazione vegana varia ed equilibrata risulta appropriata per tutti gli stadi della vita dall’infanzia alla senescenza inclusi gravidanza, allattamento e svezzamento (Ada Report, 2003). Trovate il documento completo (sia l’originale in inglese che la traduzione i italiano) a questo link.

Insieme all’American Dietetic Association sono sempre più numerose le Società Scientifiche che consigliano di basare la propria dieta su cibi vegetali come:
• American Institute for Cancer Research (Dc:Airc; 1997)
• World Cancer Research Found (Dc:Airc 1997)
• American Cancer Society (Ca Cancer J Clin 2002; 52:92-119)
• American Heart Association (Circulation 2000;102:2296-2311)
Heart and Stroke Foundation of Canada
• National Institute of Health (Circulation 1999;100:450-456)

• American Academy of Pediatrics (Circulation 1999;100:450-456)

Più salute significa anche più indipendenza e libertà, maggiori opportunità e consapevolezza, che sono invece condizioni difficili da mantenere quando si dipende pesantemente da strutture e istituzioni. Mai come nel caso del cibo che mangiamo la scelta sta soprattutto a noi e non è delegabile ad altri. Siamo noi stessi a fare la differenza e a dare la direzione e il senso del nostro agire e del nostro essere. Libertà e salute dipendono prima di tutto dalle scelte di ciascuno di noi: anche questa è consapevolezza.

Per la nostra salute: perché migliora e preserva il nostro benessere psico-fisico

Perché mangiare vegan è anche molto salutare, considerato che gli esseri umani anatomicamente sono animali frugivori, e quindi costituzionalmente e fisiologicamente assai poco adatti al cibo di origine animale, a cui si sono però adeguati culturalmente o per necessità di sopravvivenza in mancanza di cibi più idonei. Sempre più studi testimoniano come un’alimentazione basata sui cibi vegetali sia protettiva nei confronti di numerose patologie cronico-degenerative mentre il consumo di grassi saturi, colesterolo e proteine animali predispone all’insorgenza di obesità, diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari, osteoporosi,  gotta, demenza senile e tumori.

I morti dovuti alle malattie cardiache (soprattutto infarto) hanno ormai raggiunto cifre da veri e propri bollettini di guerra: ogni anno i decessi sono 17 milioni nel mondo, di cui 4 milioni nella sola Europa. Tutto ciò mentre recenti studi americani ed europei hanno dimostrato che una dieta vegetariana equilibrata e povera di grassi permette di ridurre il rischio di cancro del 40%, di infarto e altre malattie cardiache del 30%, di diabete del 60%, di calcoli al fegato del 60%, di obesità del 40%, di intossicazioni alimentari dell’80%, di ipertensione dal 22 al 68%. Numerosi studi scientifici ci confermano che una sana alimentazione a base vegetale aiuta efficacemente a prevenire e spesso anche a curare la maggior parte delle malattie oggi più diffuse, inclusi diversi tipi di tumori e molte malattie degenerative tipiche dei paesi ricchi (vedi anche www.scienzavegetariana.it e www.VegPyramid.info e il libro La Cucina Diet_Etica).

VEG

LA CANAPA NELL’ALIMENTAZIONE VEG

I semi di canapa

semi di canapa sono considerati un super alimento non solo per l’elevato apporto di vitamine e di minerali ma soprattutto per presenza di aminoacidi essenziali; contengono infatti tutti gli 8 aminoacidi essenziali per la sintesi delle proteine: leucina, isoleucina, fenilalanina, lisina, metionina, treonina, triptofano e valina. Per questo motivo i semi di canapa sono molto apprezzati dalle persone che praticano una dieta vegana e vegetariana in sostituzione della carne.

Semi di canapa, proprietà

Secondo numero ricerche degli esperti i semi di canapa sarebbero in grado di rafforzare il sistema immunitario e muscolare, queto grzie all’alto contenuto di acidi grassi polinsaturi, fra cui l’acido linolenico, l’acido ilinolenico e alfalinilenico. Per la discreta presenza di omega 3 e omega 6 sarebbero in grado di proteggere il sistema cardiovascolare e regolarizzare la pressione cardiaca. Sempre secondo gli esperti, grazie al loro elevato contenuto nutrizionale i semi di canapa svolgerebbero un ruolo importante nella prevenzione di colesterolo alto, asma, sinusite, artrosi, tracheite e malattie legate all’apparato cardiocircolatorio. Sarebbero inoltre efficaci nel proteggere ghiandole, muscoli e sistema nervoso.

Come consumare i semi di canapa?

I semi di canapa possono essere assunti al naturale nelle insalate, nelle macedonie o aggiunti a spremute e succhi di frutta. Chi segue una dieta vegetariana o vegana può cimentarsi nella preparazione del tofu oppure del latte di semi di canapa, una bevanda ricca di elementi nutrienti e dall’ottimo sapore. Per queste preparazioni occorre la farina di canapa ma se lo preferite potete triturare i semi con il mixer.

Cosa significa “vegetariano”

Vegetariano

Iniziamo con la definizione della parola “vegetariano”, che, come già spiegato, nella letteratura scientifica viene utilizzata per indicare tutte le varianti dell’alimentazione a base vegetale: latto-ovo-vegetariana, latto-vegetariana (o ovo-vegetariana), vegana (100% vegetale).

Latto-ovo-vegetarismo (LOV)

Composizione della dieta

Una dieta LOV ben pianificata si basa principalmente su alimenti di origine vegetale, consumati in modo variato e meglio se in forma integrale o semintegrale: cereali, legumi, verdura, frutta, frutta secca e semi oleaginosi, alghe. Chi sceglie questa variante consuma anche cibi animali indiretti, cioè latte e suoi derivati, uova e loro derivati, mentre sono esclusi tutti i tipi di carne animale e derivati (mammiferi, uccelli, pesci, molluschi e crostacei).

Aspetti salutistici

L’esclusione di cibi a base di carne dalla dieta favorisce un maggior consumo di cibi vegetali che apportano nutrienti protettivi, e permette di evitare gli effetti dannosi sull’organismo di alcuni nutrienti contenuti negli alimenti animali (grassi saturi, colesterolo, proteine animali e ferro eme, nonché tossici ambientali), che rappresentano fattori di rischio delle principali malattie croniche (malattie cardiovascolari, ipertensione, obesità, diabete, alcuni tipi di tumore, etc). 
Per lo stesso motivo andrebbero eliminati anche gli alimenti di origine animale indiretta (latticini e uova), in quanto causano gli stessi danni. Scegliendo di consumarli, vanno consumati in quantità molto limitata, anche perché l’assunzione di cibi animali ricchi di calcio (latte e derivati) può compromettere lo stato del ferro.

Latto-vegetarismo (LV)

Composizione della dieta

Una dieta LV ben pianificata si basa principalmente su alimenti di origine vegetale, consumati in modo variato e meglio se in forma integrale o semintegrale: cereali, legumi, verdura, frutta, frutta secca e semi oleaginosi, alghe. Chi sceglie questa variante consuma anche latticini, mentre sono esclusi tutti i tipi di carne animale e derivati (mammiferi, uccelli, pesci, molluschi e crostacei).

Aspetti salutistici

Come per la dieta LOV, l’esclusione di cibi a base di carne dalla dieta favorisce un maggior consumo di cibi vegetali che apportano nutrienti protettivi, e permette di evitare gli effetti dannosi sull’organismo di alcuni nutrienti contenuti negli alimenti animali (grassi saturi, colesterolo, proteine animali, ferro eme, nonché tossici ambientali), che rappresentano fattori di rischio delle principali malattie croniche (malattie cardiovascolari, ipertensione, obesità, diabete, alcuni tipi di tumore, etc). L’eliminazione di uova e loro derivati contribuisce a ridurre ulteriormente, rispetto alla dieta LOV, l’assunzione di grassi di origine animale, soprattutto colesterolo. 
Per lo stesso motivo andrebbero eliminati anche i latticini, in quanto causano gli stessi danni. Se li si consuma, vanno consumati in quantità molto limitata, anche perché l’assunzione di cibi animali ricchi di calcio (latte e derivati) può compromettere lo stato del ferro.

Veganismo

Composizione della dieta

Una dieta VEGAN o 100% vegetale si basa esclusivamente su alimenti di origine vegetale, che vanno consumati in modo variato e meglio se in forma integrale o semintegrale: cereali, legumi, verdura, frutta, frutta secca e semi oleaginosi, alghe. Sono esclusi tutti i cibi di origine animale e loro derivati (tutte le carni, pesce incluso, latte e derivati, uova, miele).

Aspetti salutistici

L’esclusione di tutti i tipi di alimenti di origine animale e l’esclusivo consumo di cibi vegetali con caratteristiche protettive riduce il rischio di sviluppare tutte le patologie correlate all’eccesso di cibi animali e alla carenza di cibi vegetali (malattie cardiovascolari, ipertensione, obesità, diabete, alcuni tipi di tumore, etc) e riduce anche il rischio di sviluppare carenza di ferro.

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