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HEMP | Sana Pianta

La canapa
una risorsa pulita
per un’economia sostenibile

L’ambiente per fortuna o purtroppo, è divenuto il soggetto e l’oggetto di dibattiti, di speculazioni e di molto altro, insomma è diventato di moda definirsi ambientalisti, ecologisti, senza voler fare uno studio di sociologia o antropologia è palese che viviamo un’epoca in cui il richiamo ambientalista è forte, soprattutto nel ricco occidente, tutt’altro discorso per altre aree del pianeta dimenticate dove la mentalità ecologista non può attecchire data la mancanza delle basilari condizioni di sopravvivenza.

Di fatto viene da chiedersi se si tratti proprio di una novità, infondo si tratta della presa di coscienza di usanze e valori che trovano la propria radicalizzazione in tempi lontani, basti pensare alle pratiche contadine ancestrali che si contrappongono con ottimi risultati all’industria agricola.

In diverse parti del nostro amato pianeta blu la speculazione e lo sfruttamento ad opera dei soliti potenti regna incontrastato e non dovremmo mai dimenticarcelo, quando consumiamo un sushi a base del persico del Nilo o sorseggiamo un Nespresso; What else? Ci suggerisce l’affabile George Capitalism è la risposta giusta.

Dopo queste riflessioni è difficile pensare di poter contrastare uno strapotere da totalitarismo industriale, però nel nostro piccolo con il progetto Sana Pianta coltiviamo la speranza che con tante piccole gocce, come la nostra, nel mare si possa creare una corrente ostinata e contraria alla marea che ci sovrasta.

STORIA E USI DELLA CANAPA

La Storia ci insegna che di questa verde risorsa l’uomo non ha mai sprecato niente e secolo dopo secolo, grazie alla sperimentazione contadina, l’uomo a diverse latitudini e longitudini geografiche e temporali scoprì e riscoprì i suoi svariati utilizzi.

Fibra tessile già nel 2000 a.C. in Cina; dalle sue fibre si sono ricavati: abiti, cordame, tele, materiali isolanti e poi dalle inflorescenze: tisane, farmaci, unguenti, e venendo a noi negli anni 2000 d.C. esistono anche soluzioni di polimeri di Canapa per le stampanti 3D.

E’ preferibile isolare le nostre case con mattoni in fibre di Canapa o con sostanze che probabilmente sono cancerogene?

La Canapa con la sua storia fatta di conoscenza antica e ignoranza contemporanea (che finalmente sta crollando) incarna lo spirito di questa nuova ondata verde che sta cambiando i nostri stili di vita, rappresenta il simbolo di quello che si può fare quando si decide di ascoltare madre natura, infischiandosene dei luoghi comuni creati ad arte per i soliti tornaconti maleodoranti.

Una importante caratteristica della pianta di canapa è la sua produttività. E’ una delle piante più produttive in massa vegetale di tutta la zona temperata: una coltivazione della durata di tre mesi e mezzo produce una biomassa quattro volte maggiore di quella prodotta dalla stessa superficie di bosco in un anno. Molti contadini vogliono riprendere a coltivare la canapa se non altro perchè, data la sua velocissima crescita, essa sottrae la luce e soffoca tutte le altre erbe presenti sul terreno, e lo libera quindi da tutte le infestanti meglio di quanto non sappiano fare i diserbanti.

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LEGALE

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BIOLOGICA

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NATURALE

Ecco che cosa si può ricavare da queste materie prime

TESSUTI

La pianta di canapa, più produttiva in fibra tessile del cotone, oggi può essere lavorata in impianti che sostituiscono le lunghe e faticose lavorazioni manuali di un tempo. La sua coltivazione richiede pochi pesticidi e fertilizzanti, mentre il cotone specialmente di pesticidi ne richiede moltissimi. Inoltre la fibra della canapa è molto più robusta e dura più a lungo. Attualmente può essere lavorata in modo da renderla sottile quanto si vuole, e viene proposta in sostituzione del cotone e delle fibre sintetiche.

SEMI E OLIO

La canapa, oltre che per la fibra tessile può essere coltivata per ricavarne i semi. I semi di canapa contengono proteine di elevato valore biologico nella misura del 24 %, ed un olio nella percentuale dal 30 al 40 %. Per il loro valore nutritivo i semi di canapa sono stati proposti come rimedio alla carenza di proteine dei paesi in via di sviluppo. Le qualità dell’olio di canapa sono eccezionali.

E’ particolarmente ricco di grassi insaturi ed è l’ideale per correggere la dieta dell’uomo moderno e per prevenire le malattie del sistema cardiocircolatorio. Altrettanto straordinarie sono le proprietà di questo olio per gli usi industriali: non a caso è stato paragonato all’olio di balena. Le vernici fabbricate con questa materia prima, oltre a non essere inquinanti, sono di qualità incomparabilmente superiore rispetto a quelle prodotte con i derivati del petrolio. Con l’olio di canapa si possono inoltre fabbricare saponi, cere, cosmetici, detersivi (veramente biodegradabili), lubrificanti di precisione ecc.

CARTA

Una volta estratta la fibra tessile o dopo aver raccolto di semi, rimangono la stoppa più la parte legnosa o canapolo, che non si possono considerare solo un semplice sottoprodotto, ma un’altra importante materia prima. Con la stoppa si può fabbricare carta di alta qualità, sottile e resistente. Con le corte fibre cellulosiche del legno si può produrre la carta di uso più corrente, come la carta di giornale, i cartoni ecc. 
Fare la carta con la fibra e il legno della canapa comporta importanti vantaggi: innanzitutto per la sua enorme produttività in massa vegetale, e poi perchè la si può ottenere da un’unica coltivazione insieme alla fibra tessile o ai semi. 
Un altro grosso vantaggio della canapa è costituito dalla bassa percentuale di lignina rispetto al legno degli alberi, che ne contengono circa il 20% anzichè il 40%. 
Attualmente le grandi cartiere utilizzano solo il legname degli alberi. Il processo per ottenere le microfibre pulite di cellulosa, e quindi la pasta per la carta, prevede l’uso di grandi quantità di acidi che servono per sciogliere il legno. Questa operazione, ad un tempo costosa ed inquinante, non è necessaria con la carta di canapa ottenuta dalla sola fibra, e per quanto riguarda il legno di acidi ne servono meno della metà. Inoltre la fibra e il legno della canapa sono già di colore bianco e la carta che se ne ottiene è già stampabile. E per renderla completamente bianca è sufficiente un trattamento al perossido di idrogeno (acqua ossigenata), invece dei composti a base di cloro necessari per la carta ricavata dal legno degli alberi. Questi composti chimici sono una delle cause principali dell’assottigliamento dello strato di ozono nell’alta atmosfera.

TAVOLE

Con i fusti interi della canapa, pressati con un collante, si possono fabbricare tavole per l’edilizia e la falegnameria in sostituzione del legno, che sono di grande robustezza, flessibilità ed assai più leggere.

MATERIE PLASTICHE

Con la cellulosa di cui la pianta è ricca, attraverso un processo di polimerizzazione, si possono ottenere materiali plastici pienamente degradabili che, se in molti casi non possono competere con le sofisticate materie plastiche di oggi, hanno comunque fin dall’inizio una serie di usi importanti per imballaggi, isolanti e così via.

COMBUSTIBILI

La canapa, per la sua alta resa in massa vegetale, è considerata anche la pianta ideale per la produzione di combustibili da biomassa in sostituzione dei prodotti petroliferi. Bruciare combustibili da biomassa anzichè petrolio non fa aumentare l’effetto serra. Infatti l’anidride carbonica viene prima sottratta all’atmosfera durante la crescita della pianta, e poi restituita all’aria al momento della combustione. In questo modo la quantità di anidride carbonica dell’atmosfera non aumenta, al contrario di quello che succede se si bruciano idrocarburi fossili.

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