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Mattarella grazia la Canapa terapeutica | Sana Pianta

Il 28 aprile 2017, un 63enne di Trento era stato condannato definitivamente a 6 mesi di reclusione per coltivazione di Canapa.

L’uomo in questione aveva deciso di coltivare le sue piante per garantirsi la quantità necessaria all’uso terapeutico, in contrasto ai dolori provocati dalla malattia che lo affligge (HIV).

Il suo legale Fabio Valcanover ha spiegato ai media in diverse occasioni come l’opzione auto coltivazione rappresentasse per il suo assistito l’unica possibilità per far fronte alla cronica scarsità di medicinali derivati dalla Canapa, nelle farmacie di Trento, situazione più di una volta segnalata all’ASL locale.

Eppure l’uso medico della Canapa è legale dal lontano 2007, ma tra problemi burocratici e medici ottusi non è facile per le farmacie rifornirsi; anche perché i costi elevati e la scarsità dei quantitativi rendono oltremodo complicato e anti economico il rifornimento degli scaffali, tant’è vero che molti farmacisti hanno semplicemente smesso di ordinarla in attesa che si chiarisca la situazione, cosa per niente semplice quando si parla di Canapa, per assurdo nel nostro immediato futuro sarà più semplice acquistare una pistola che una boccetta di estratto di Canapa, tanto per fare un esempio.

Nel caso specifico, quando nel 2013 l’uomo venne “sorpreso” mentre coltivava le sue tre piante di fatto non esisteva ancora una norma d’attuazione provinciale del decreto ministeriale, quindi per curarsi con la Sana Pianta avrebbe dovuto andare fuori regione e rivolgersi a specialisti, tutti costi che le sue tasche non potevano sostenere.

Come illustra a più riprese nella richiesta di grazia il suo avvocato, il condannato è un 63enne sieropositivo che soffre di diabete ed epatite, ed è risultato intollerante a diverse terapie, mentre ha scoperto che l’uso di Cannabis gli permette di sopportare meglio le devastanti terapie a cui si sottopone, attenuandone di fatto gli effetti collaterali.

In questo caso l’auto produzione per motivi di automedicazione rappresentava l’unica possibilità per rifornirsi evitando di tornare a frequentare la strada e gli spacciatori.

In primo grado il malcapitato veniva assolto dal giudice poiché l’esiguità del numero delle piante e le manifeste intenzioni terapeutiche non lasciavano spazio ad altre interpretazioni, il tutto sostenuto da una perizia medico legale che dimostrava come l’uso medico fosse compatibile con le patologie dell’accusato.

Ma in Corte d’Appello e poi in Cassazione i giudici decisero di perseguire la strada della colpevolezza ribaltando la prima sentenza condannandolo a 5 mesi e 10 giorni di reclusione (2017).

Intano nel maggio 2016 la giunta provinciale di Trento approvava la delibera che prevede la possibilità per il servizio sanitario di prescrivere e fornire cure a base di Canapa terapeutica, a quel punto il nostro malcapitato finalmente otteneva per la prima volta la prescrizione di un farmaco a base di Cannabis: il Bediol, confermando le sue necessità di paziente.

Poi finalmente e propiziamente nel marzo di quest’anno, il presidente Mattarella concedeva al 63enne trentino (reo di volersi curare), la grazia.

Purtroppo la grazia presidenziale e la prescrizione medica non hanno risolto i problemi, come spiega l’avv. Valcanover; il Bediol come il Bedrocan (farmaci a base di Cannabis) provengono dall’Olanda che ha deciso di rifornire principalmente la Germania, e di conseguenza la loro presenza in Italia resta scarsa, vista l’irreperibilità quasi costante di tali medicine, in loro sostituzione all’uomo era stato prescritto l’Fm2 prodotto dall’istituto farmaceutico militare di Firenze, ma anche in questo caso la produzione è ridicola rispetto alle necessità dei malati.

Il problema irrisolto resta grave anche perché le norme in vigore non hanno ancora depenalizzato l’auto coltivazione, e lo scorso luglio la Camera ha affossato quella parte di legge che avrebbe dovuto legalizzare la Cannabis.

Non resta che felicitarsi per la grazia presidenziale, l’atto di Mattarella ha un grande significato politico e contrasta la miopia di giudici e legislatori che continuano a demonizzare una pianta che sta divenendo una risorsa globale.

Grazie per la grazia Presidente!

Stefano Verardo.

Fonti:

www.Ilfattoquotidiano.it
www.fuoriluogo.it
www.repubblica.it


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