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OLIO DI CBD | Sana Pianta

Cominciamo con lo spiegare una volta per tutte cosa significa l’acronimo: CBD.

Cos’è questo famoso CBD? Con il CBD si può fare mentre con il THC si rischia il penale.

CBD e THC convivono all’interno della Canapa di cui sono due distinte componenti fito-chimiche, ovvero sono solo due dei numerosi cannabinoidi che si trovano all’interno della pianta; il THC come sappiamo tutti rappresenta quella caratteristica che determina le qualità psicoattive che portano all’effetto “high” quello ricercato da sempre dai numerosi consumatori che se la fumano, e per anni chi ha coltivato e coltiva la Cannabis ha ricercato le combinazioni e le concimazioni che portassero ad un aumento del THC.

Il THC è il cannabinoide più presente all’interno delle piante (12-25%), seguito dal CBD (1-4%).

Con CBD si indica il cannabidiolo, un metabolita della Cannabis Sativa che non ha valori psicoattivi, ovvero non è direttamente implicato nello sviluppo del fenomeno “high” ma possiede caratteristiche farmacologiche importanti, soprattutto può agire come rilassante e sedativo.

Il CBD che si trova all’interno della Canapa, può venirne estratto. E grazie allo sdoganamento progressivo dell’utilizzo della Canapa come farmaco e non solo, potete trovare in commercio diversi prodotti a base di CBD e ovviamente li troverete anche sul nostro sito Sanapianta.

La discriminante tra ciò che si può trovare sul mercato e ciò che è relegato nell’illegalità resta sempre l’evidenziato confine tra utilizzo terapico e commestibile e quello ludico, ciò implica la presenza dei caratteri psicoattivi altamente presenti nel THC e di fatto assenti dalle particelle di CBD.

Ovviamente anche all’interno dei prodotti e delle piante della così detta cannabis light THC e CBD convivono, ma grazie alla ricerca e alla sperimentazione si sono ottenute piante con un basso concentrato di THC che permette di esaltare le qualità del CBD senza produrre rilevanti qualità psicoattive.

Il Ministero della Salute Italiano ha da poco spiegato e confermato (la posizione risalente al 2008) come il CBD sia una componente farmacologica e non rientri quindi in nessun modo nelle tabelle degli stupefacenti, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rimandato la revisione del CBD al Maggio 2018, restiamo in attesa di delucidazioni, per quanto esista una vasta documentazione scientifica e storica di come la Canapa e i suoi derivati siano sempre stati utilizzati nella farmacopea fin dall’antichità.

La Canapa è sempre stata coltivata e utilizzata dall’uomo fin dalle epoche più remote, soprattutto per la produzione di fibre forti e robuste, destinate a divenire: vestiario, cordame, insomma tessuti adatti agli ambiti lavorativi, per intenderci molto simile al tessuto che si ottiene dalla Juta (utilizzata per i sacchi agricoli, destinati a patate, caffè, ecc.) che si ottiene dalle piante Corchorus che fa parte della famiglia delle Malvaceae e proprio come Canapa e Lino la fibra si ottiene dal fusto.

La saggezza contadina portò i primi e più antichi coltivatori della Canapa a scoprirne anche altri usi, poiché del raccolto non si buttava via niente, ben presto gli antichi Cinesi, Indiani ed i popoli mesopotamici (2000 a.C.) cominciarono ad apprezzarne le qualità farmacologiche, ciò regalò alla pianta una certa aurea mistica tanto da farla divenire un viatico in particolari riti legati al culto dei morti.

Gli Hindù ancora oggi durante celebrazioni e particolari feste religiose consumano il Bhang, una bevanda a base di infuso di cannabis. Ma più prosaicamente, tornando a noi, all’Europa e agli anni 2000, parliamo dell’olio di CBD.

L’Olio di CBD è prodotto a partire dai germogli della Canapa, mediante estrazione con etanolo puro, CO2 e altri solventi adatti al procedimento, tale estratto ottenuto da piante di canapa industriale o cannabis light, è indicato nel trattamento di svariate patologie gravi e meno gravi.

Gli estratti di CBD come l’olio, possono essere assunti facilmente in gocce per via orale o si possono inalare grazie all’utilizzo di vaporizzatori, in questo modo non si incappa negli effetti collaterali legati all’assunzione della Canapa attraverso il fumo, per questi motivi sono i prodotti più indicati per l’uso farmacologico.

La Canapa così trasformata può risolvere diversi problemi legati a patologie referenti il sistema nervoso e quello muscolare, di fatto si riduce la percezione del dolore e viene indotto un effetto rilassante, non tutti i pazienti reagiscono allo stesso modo e la Canapa non rappresenta una cura completa ma è stato più che dimostrato il suo valore farmacologico nel contrasto di patologie gravi quali l’epilessia e la sclerosi multipla, dove l’uso dei derivati della cannabis porta ad un notevole miglioramento delle condizioni di vita dei malati.

Mente siamo certi di poter affermare data la numerosa documentazione scientifica (più di 10.000 studi a partire dal 1970) che la Canapa può contrastare il dolore cronico negli adulti, il disordine del sonno, mali che spesso sono sintomi di patologie più gravi, e dovrebbe essere utilizzata per contrastare gli effetti collaterali spesso devastanti di terapie a forte impatto come quelle chemio terapiche.

Per concludere questa parentesi medica non ci si può dimenticare di come con l’olio di CBD si possano lenire problemi dermatologici come sfoghi e psoriasi.

Il futuro ci prospetta lo sviluppo di qualità di piante di Canapa a basso contenuto di THC ed un alta percentuale di CBD, in modo da rispettare i tabù legislativi e rendere disponibile a tutti l’uso della Canapa e i suoi derivati.
Per lungo tempo l’ignoranza e i luoghi comuni sulla Canapa hanno impedito i suoi usi salutari, pare che quell’epoca sia finita, quindi che ne siate dei vecchi conoscitori o vi stiate avvicinando da curiosi, vi consiglio di sperimentare e di non privarvi dell’aiuto che questa pianta vi può dare.

Stefano Verardo.
Fonti:
www.kalapic-clinic.com
www.freeweed.it
www.farmagalenica.it
www.royalqueenseeds.it


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