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ORTO SOSPESO | Sana Pianta

(Costume-Storia)

Primavera, è tempo di coltivare.

Mentre si sciolgono le nevi e finalmente il Sole comincia a riscaldare terreni e cuori, è giunto il tempo di pensare a dare vita al proprio orto.

Per chi vive in città, anche un poggiolo o un terrazzo condominiale si possono trasformare in una location fruttifera e facilmente sostenibile, un luogo dove la fatica delle nostre mani verrà ripagata da un prelibato raccolto.
Le avversità del terreno non hanno mai fermato l’ingegnosità contadina, basti pensare a luoghi aspri e irti come i pendii delle Cinque Terre in Liguria che dopo secoli di fatiche si sono trasformati in una vasta zona agricola, ahimè ormai in gran parte abbandonata, o come non farci tornare alla mente le risaie a terrazze di Longji in Cina le cui immagini, consapevoli o meno tutti abbiamo visto almeno una volta sul nostro screen saver.

Le ultime stime della Coldiretti ci dicono che ben il 63% degli Italiani si dedicheranno anche quest’anno all’orto, un trend in continua crescita che ben rispecchia il cambiamento culturale avvenuto a partire dagli anni ’90, che ci porta a ben sperare; insomma il desiderio di nutrirsi con prodotti sani e biologici e la diffidenza verso i grandi produttori hanno fatto crescere la schiera degli hobby farmers.

I più fortunati coltiveranno un loro orto, altri riceveranno un piccolo appezzamento all’interno di un orto urbano, ma la maggioranza dei contadini urbani coltiverà nei propri vasi sul terrazzo, o darà vita ad un orto sospeso sul tetto del condominio, nel solco è proprio il caso di dirlo, della millenaria tradizione dei giardini Pensili di Babilonia.

(Orto sospeso-caratteristiche ecologiche)

Ora però concentriamoci sull’ambiente metropolitano, le nostre città costruite in gran parte con cemento, acciaio e asfalto non rappresentano l’habitat ideale per un orto, ma vi sono spazi come i tetti e i terrazzi che ben si adattano allo sviluppo dell’agricoltura urbana e resiliente.

A differenza dei contadini cinesi di Longji non dovremo inerpicarci su scomodi sentieri, ci basterà salire in ascensore fino all’ultimo piano del nostro condominio e da lì accedere al solaio dello stabile.
Una volta sul tetto cominceremo a lavorare al nostro orto, ovviamente solo dopo aver convinto condomini e amministratori con argomentazioni che hanno vere e proprie fondamenta scientifiche:

La costituzione di un’area verde su di un tetto porta alle seguenti conseguenze:

  • Attenuazione dell’impatto acustico proveniente dall’esterno.
  • Riduzione smaltimento acque piovane (la pioggia viene assorbita dalle piante).
  • Protezione anti logoramento dei materiali strutturali.
  • Miglioramento del clima circostante, riducendo gli aumenti di temperatura causati dalle superfici artificiali (Urban Heat
  • Island Effect).
  • Isolamento dal freddo in inverno e protezione dal caldo in estate.
  • Il tetto diviene più bello!Ebbene sì, come capita sempre quando si parla di innovazioni legate allo sviluppo green ed eco sostenibile, si finisce sempre con lo scoprire l’acqua calda: lo sviluppo di vegetazione migliora la qualità della vita, e la copertura di un tetto attraverso un manto verde costituisce una vera e propria miglioria.

Ed è così che fioriscono gli orti e i giardini sui tetti delle grandi città di tutto il mondo da New York a Parigi passando per Milano, fino alla futur-green città foresta di Lihozhu in Cina progettata dallo studio dell’architetto italiano Stefano Boeri.

La città foresta combatterà l’inquinamento atmosferico, una città pensata per 30.000 abitanti che ospiterà 40.000 alberi, un vero e proprio polmone verde in grado di assorbire 10.000 tonnellate di CO2, 57 tonnellate di polveri sottili e produrre 9.000tonellate di ossigeno, mica male.

(Orto pensile-pratica)

Dopo la filosofia passiamo alla pratica, ovvero come realizzare una propria coltivazione su cemento?
La soluzione più gettonata che risulta anche quella più pratica e semplice da seguire è la creazione di un orto rialzato, che ce lo dice la definizione stessa comporta la realizzazione di strutture in legno che si troveranno rialzate una decina di centimetri dalla superficie del tetto.

Queste strutture, dette: cassoni, si possono realizzare con materiali di recupero (quali il legno dei bancali, facilmente reperibili nelle zone industriali o presso i grandi mercati) o più agevolmente potrete acquistarli presso il più vicino megastore dedicato al fai da te o in una rivendita agricola.

Neanche a dirlo vi suggerisco di andare alla ricerca di materiali di recupero per far sì che il vostro progetto sia davvero a impatto zero e rappresenti un’esperienza personale colma di soddisfazione artigianale e umorale, soprattutto per chi lavora piazzato di fronte ad un monitor, insomma un po’ di sano lavoro manuale non può che giovare al corpo e allo spirito.

I cassoni in legno opportunamente smaltati e decorati, oltre ad essere funzionali sono anche belli.
A questo punto le strade che si possono percorrere sono due e dipendono dal tipo di copertura con cui si ha a che fare, e la disponibilità condominiale.

Se la coibentazione e la pendenza del tetto lo permettono, la superficie su cui verranno installati i cassoni andrà
ricoperta da uno strato di diversi centimetri di ghiaia tonda di fiume che andrà a costituire una copertura drenante.

Sullo strato di pietrisco potremo finalmente installare i nostri cassoni, che saranno costituiti dalla solo struttura perimetrale, quindi senza fondo, con una profondità di almeno 40cm, per poter garantire un adeguato sviluppo delle radici delle nostre piante, ovviamente sarà bene fornire gli angoli delle nostre strutture con sistemi d’ancoraggio che ne assicurino attraverso delle viti il contatto e la presa sul tetto stesso.

Arrivati a questo punto non ci resta che riempire il nostro orto rialzato-pensile di un inferiore strato di argilla espansa e poi di terriccio fino al colmo, sfruttate l’intera capienza del vostro cassone!
In poco tempo il vostro tetto si trasformerà in un orto e la vostra tavola sarà colma di prodotti a Km zero, solo qualche rampa di scale.

Nel caso vi ritroviate a fare i conti con una copertura fatiscente o non adeguata potrete risolvere semplicemente rialzando l’orto rialzato, ovvero il vostro cassone dovrà essere fornito di un fondo forato, e posto ad una ventina di centimetri d’altezza dalla superficie tramite un adeguato sostegno di supporto, insomma dovrete dotare il vostro contenitore di gambe che andranno opportunamente ancorate al tetto.

Cosa coltivare-consigli del maggio:

Il Bugiardino del contadino ci consiglia di seminare o impiantare la seconda e la terza settimana del mese e ci mette in guardia da temporali e rugiade, ma nonostante ciò le temperature sono in aumento ed è tempo di coltivare, ovviamente i nostri orti prediligono le insalate, i rampicanti e le erbe, quindi potrete impiantare nei vostri cassoni:

Lattuga, indivia, rucola, basilico, pomodori, melanzane, peperoni, peperoncini, zucchini, sedano, prezzemolo e canapa.

Stefano Verardo

Fonti:
www.coldiretti.it
www.ilmessaggero.it (Cina nasce la prima città foresta 24/6/2017)
“Verde Pensile” scenari e percorsi di innovazione urbana di Sandra Marraghini.


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