Warning: Use of undefined constant WC_VERSION - assumed 'WC_VERSION' (this will throw an Error in a future version of PHP) in /web/htdocs/www.sana-pianta.com/home/wp-content/plugins/shortcode-pagination-for-woocommerce/jck-woo-shortcode-pagination.php on line 58

Warning: Use of undefined constant WC_VERSION - assumed 'WC_VERSION' (this will throw an Error in a future version of PHP) in /web/htdocs/www.sana-pianta.com/home/wp-content/plugins/shortcode-pagination-for-woocommerce/jck-woo-shortcode-pagination.php on line 60
Svizzera-Italia e la Canapa. | Sana Pianta

Quando pensiamo alla Svizzera inevitabilmente ci sorgono nella mente le immagini di paesini precisini, con prati falciati geometricamente, strade linde e rifiuti che vanno automaticamente nella pattumiera sospinti da un’impercettibile forza culturale che aleggia tra le cime alpine, sarà per il Calvinismo, sarà perché son sempre stati neutrali, sarà perché nascondono i capitali di mafiosi e mercanti d’armi? Avete mai ragionato sulla bandiera della Svizzera? Non ha alcun riferimento storico o radice in uno dei suoi numerosi cantoni, ma di fatto è la bandiera della croce rossa al contrario, ed è proprio in Svizzera che ha la sua sede la CRI. Insomma hanno bisogno di farsi salvatori per nascondere il marcio sotto il tappeto, magari in un caveau sotterraneo dove si trova l’oro degli ebrei sterminati da Hitler. Una nazione che al suo interno accoglie tre etnie diverse: italiani, francesi, tedeschi e non ha un movimento o un partito indipendentista, un caso unico nella storia dell’umanità.

Poca distanza ci divide dai nostri vicini di montagna; alla loro freddezza e noia, gli italiani contrappongono: il calore mediterraneo, l’estro, la fantasia, una organizzazione caotica della vita e della politica, un desiderio di autonomia e indipendentismo risalente ai comuni medioevali che contrappone città vicine basti l’esempio Firenze Pisa. Italiani brava gente, che anche quando sterminava i nemici nelle colonie lo faceva con il sorriso, il bel paese dove le colate di cemento hanno distrutto paradisi naturalistici unici, la nazione del non merito; il concorso pubblico lo vincerà sempre il raccomandato, il dentista è bravo ma non fa di ricevuta, il vigile multa solo chi non conosce, e capita anche che un ragazzo con un po’ di fumo in tasca venga ucciso a calci e pugni da dei Carabinieri. Ma siamo la patria del vivere bene, della solidarietà, della pietà, Roma il Rinascimento, l’arte la cultura, il mangiar bene; i nostri pensionati vanno a vivere in Portogallo ma molti tedeschi e inglesi decidono di trasferirsi per la vecchiaia proprio sull’italica penisola, eppure nonostante tutto come sosteneva Gaber: per fortuna o purtroppo siamo italiani.

Perdonatemi il prologo sputa sentenze, adesso andiamo a vedere quali sono le differenze che corrono tra la nostra legislatura e quella dei vicini elvetici, per quello che riguarda la Cannabis.

C’è da fare una necessaria premessa dalla quale non ci possiamo esimere prima di trattare l’argomento cannabis; la Svizzera rappresenta insieme ad Olanda e Canada uno dei pochi luoghi al mondo dove le politiche nei confronti delle droghe partono da un punto di vista umano e non proibizionista. A partire dagli anni 80 le tossicodipendenze ed in particolare il problema eroina è stato trattato in Svizzera in un modo completamente diverso dal resto del mondo.

Nel 1994 la Svizzera introdusse un progetto di distribuzione controllata dell’eroina, nell’alveo della politica dei quattro pilastri (prevenzione; terapia; riduzione dei danni; repressione) portata avanti da Alain Berset.

La Canapa col passare degli anni sta scivolando fuori dal luogo comune proibizionista che la relegava nell’ambito droghe.

In Svizzera l’uso ludico della Cannabis non era perseguito e fin dall’inizio degli anni 2000 era normale e legale per il popolo dei cantoni coltivare out door o in door la propria Canapa, con l’adesione nel 2002 all’ONU anche tra le Alpi si dovette iniziare a rispettare il mandato delle Nazioni Unite e quindi la pianta del THC e del CBD tornò illegale.

Ma la volontà di non vietare, di tollerare portò nel 2011, la piena legalizzazione delle coltivazioni di piante con un contenuto di THC inferiore all’1%, da quel giorno nacque la mitica cannabis light che oggi troviamo senza problemi in tanti negozi e tabacchini anche dalle nostre parti.

Nel 2016 in molte città elvetiche come Berna, Zurigo e altre, sono stai aperti a livello sperimentale diversi Cannabis Club, dove è possibile consumare al fine ludico la Canapa.

Mentre resta ancora incerta e non definita la posizione sulla cannabis per uso medico e terapeutico, anche se l’utilizzo da parte di malati della Canapa è di fatto tollerato, e per chi consuma prodotti a base di CBD e con valori di THC inferiori all’1% non si corre alcun rischio legale.

Vorrei inserire un mio aneddoto personale sulla Svizzera e la Canapa, quando alla fine degli anni ’90 avevo vent’anni, insieme agli amici finalmente pensavamo di aver scoperto tra le Alpi una nuova Amsterdam, dove non rischiavamo di essere arrestati per un po’ di canapone, si partiva freschi di patente con mezzi che raramente potevano superare i 100km orari senza sembrare di star per decollare verso la ionosfera, con aria da smargiassi superavamo quella ridicola frontiera che attraversa l’abitato di Chiasso, dove il doganiere con fare da KGB con in mano i nostri documenti esclamava: ”Che ci fanno quattro genovesi e un napoletano in Svizzera?” e seguiva la risposta in coro: ”turismo”. Scoprimmo il mondo dei canapai, degli hemp shop che vendevano queste mitiche bustine ad alto contenuto di THC in cui erano indicati tutti gli usi possibili e legali tranne quello che a noi interessava…e poi i centri sociali con la moquette puliti e igienizzati manco fossero una clinica per ricchi, e gli sguardi sciovinisti di chi nei parchi ci guardava come fossimo dei rifiuti italiani appena scaricati nel loro giardino di casa, poi l’afflusso italico divenne imponente, la vendita fu riservata agli elvetici e per chiudere in bellezza la finanza arrestò il mio amico Luca alla frontiera, dopo quei fatti i viaggi della speranza verso Chiasso e Lugano per me si fermarono.

Oggi è passato tanto tempo, le cose sono cambiate anche da noi, il possesso per uso personale è tollerato e in Svizzera fino a 8gr.non si viene sanzionati, mentre se si superano i 10gr.si incorre in sanzioni da 100franchi circa, anche lo spaccio di droghe leggere è perseguito tramite pene pecuniarie se si resta al di sotto dei 100gr. Mentre possedere più di 4kg di Cannabis ad alti valore di THC può portare all’incarcerazione fino ad un massimo di tre anni.

L’ultimo referendum elvetico per la legalizzazione della Cannabis nel 2008 ha raccolto il 37% di voti favorevoli, ma lo sviluppo e la diffusione del consumo e della commercializzazione dei prodotti a base di Cannabis Light ricca di CBD e povera di THC fa ben sperare per il futuro.

Anche in Italia negli anni 2000 si è aperta una nuova era per la Canapa, di fatto le forze dell’ordine si sono fatte più tolleranti e le normative sono in fase di evoluzione, la prospettiva culturale è cambiata e le nebbie oscurantiste proibizioniste si diradano permettendo anche da noi di vedere qualche spiraglio di luce.

Intano dal 2014 la terribile legge sugli stupefacenti Fini-Giovanardi è stata dichiarata incostituzionale, sono diminuite le pene sia per lo spaccio che per l’uso personale, purtroppo resta alla discrezionalità del giudice decidere se si tratti di spaccio o uso personale, la cosa importante è che finalmente è stata fatta una divisione tra droghe pesanti e leggere; per quanto la cannabis a mio parere e non solo mio , non vada considerata come una droga, ed è definitivamente (speriamo) eliminata la punibilità dell’uso personale.

Di fatto le implicazioni mediche e terapeutiche della cannabis hanno svolto in Italia la funzione di un ariete, che ha permesso di sfondare le barricate ignoranti e squarciare il velo ipocrita che nasconde agli occhi dell’opinione pubblica e dei grandi media la realtà delle cose.

Si stima che 4milioni di italiani siano frequentatori più o meno assidui della nostra grande amica verde, senza provocare danno alla comunità e alla società italiana.

Dal punto di vista della coltivazione e dello sviluppo di una rete di commercializzazione della Cannabis light in Italia, le cose sono cambiate dopo il decreto 242 del 2 dicembre 2016, che con soddisfazione della Coldiretti e non solo finalmente sancisce e norma la coltivazione della Canapa industriale, che rientra anche in un progetto di incentivi all’agricoltura sostenuto dalla passata legislatura.

L’Italia in Europa è sempre stata una delle maggiori produttrici di Canapa sia per storia che per fattori climatici, pensate che il cognome Canapa molto diffuso a nord-ovest tra pianura e Liguria indicava proprio i coltivatori di Canapa.

La legge dichiara che non è più necessaria l’autorizzazione per la semina di varietà di Canapa certificate con valori di THC al massimo del 0,2%.

Chi coltiva non si deve più autodenunciare alla più vicina stazione dei carabinieri, anche se le associazioni di coltivatori consigliano comunque di comunicarlo, e soprattutto è buona pratica conservare i cartellini della semente con tanto di fatture d’acquisto, per un periodo di 12mesi.

Nel malaugurato caso che la percentuale di THC tollerata fino allo 0,6%, superi tale parametro il raccolto sarà sequestrato e distrutto ma l’agricoltore pur perdendo il frutto del proprio lavoro almeno non incapperà in nessun tipo di conseguenze penali.

Però questa legge illuminata ha comunque dei vuoti e delle incongruenze, ne è un esempio il blocco alla frontiera della cannabis light svizzera.

Il Ministero della Salute, ha specificato che in base alla legge 242 del 2 dicembre 2016, che la regola applicata si riferisce esclusivamente alla Canapa industriale italiana e alle varietà che fanno parte dell’elenco certificato dall’UE, mentre per le altre specie pur rientrando per valori di THC e CBD in quelle tollerate va applicato il DPR 309 del 1990 che tratta di stupefacenti.

Di conseguenza la Cannabis Light prodotta in Svizzera non può essere importata in Italia, forse è una misura protezionista che vuole incentivare lo sviluppo dell’agricoltura a base di Canapa in Italia, o si può intravedere la costituzione di un ostacolo al boom degli ultimi anni, senza contare che le istituzioni non hanno ancora deciso bene come tassare la Canapa Industriale, insomma per quanto ci si sforzi le dogane e la Maria non vanno ancora d’accordo.

Per concludere a differenza dei nostri vicini svizzeri, sembra strano ma è vero, siamo un poco più avanti per quello che riguarda il CBD e il suo riconoscimento terapeutico.

Infatti in Italia il CBD è estraneo alla catalogazione come stupefacente e fa parte delle tabelle dei medicinali (d.lgs 219/2006), e dal 2008 viene riconosciuto come componente farmacologica, anche se è ancora complicato farselo prescrivere o reperirlo in farmacia.

Quindi per ora l’agenzia delle dogane ha deciso di rispedire agli svizzeri la loro Canapa, per quanto sia la medesima coltivata in Italia, magari con il prossimo governo la questione verrà risolta o ulteriormente complicata.

Del resto gli svizzeri di tanto in tanto provano a bloccare gli italiani transfrontalieri che ogni giorno dalla Lombardia si muovono verso i cantoni per andare a lavorare, pur essendo esseri umani proprio come gli elvetici, magari meno precisi ma pur sempre degni di pari dignità.

Italia, Svizzera due nazioni molto vicine e allo stesso tempo distanti, ma tra le cose che hanno in comune c’è di sicuro il desiderio di sdoganare una volta per tutte la Cannabis.

Stefano Verardo.

Fonti:
Coldiretti.it
Freeweed.it
Swissinfo.ch
Cannabis.info


Deprecated: Non-static method Iconic_WSP_Pagination_Below_3_2_4::loop_end() should not be called statically in /web/htdocs/www.sana-pianta.com/home/wp-includes/class-wp-hook.php on line 287